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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Canonization show must go on

Nonostante l'affluenza di fedeli non è stata all'altezza delle aspettative (Settecentomila contro il milione e duecentomila atteso) il circo mediatico ha fatto il suo dovere. A sentire TV e giornali "l'evento del secolo" ha superatoio tutte le aspettative: da una parte i giornalisti che non vedono l'ora di essere sempre al centro dell'attenzione (non più la notizia, ma l'evento) e potere dire ai colleghi quello che una volta dicevano le persone comuni: "io c'ero!", dall'altro la politica che ha bisogno di soldi e gonfia questi eventi per potere fare la "cresta" sulle spese. Si si proprio così come i ragazzini mandati a fare la spesa dalla mamma....
Diecimila straordinari pagati per tre giorni e poi, nella metropolitana, tra le fermate di Barberini e Flaminio, una banda di una ventina di ragazzine con tanto di duemadri con il figlio/bambolotto in grembo assaltava i turisti, o meglio i beni dei turisti, impunemente, senza l&#…

Quattro papi per strada

In una città ostaggio delle celebrazioni, quattro papi, due in carne e due in spirito, si muovono (solo loro perchè i normali cittadini fanno fatica a prendere la metro!) tra le stradine antiche della capitale. Fervono i lavori, le misure di sicurezza, per l'arrivo dei pullman dei fedeli. Se ne aspettano circa un milione, mentre la popolazione locale, grazie ai ponti e ponticelli si è data latitante.
Roma che vive normalmente nel caos, con trasporti inadeguati e la spazzatura che adorna i punti più belli ha finalmente una giustificazione per sentirsi leggittimata: con più di un milione di pellegrini, come volete governare una città con una strutttura così antica come Roma???
Ed infatti le strade dissestate e i sanpietrini divelti e l'arredo urbano distrutto e i pali della segnaletica stradale o dei semafori nascosti dai volantini pubblicitari e le bancarelle in ogni dove (ma che li pagano a fare gli affitti dei negozi i commercianti se poi davanti gli aprono banchi di "m…

Omaggio a Gabriel 02

Qualche tempo dopo una mia compagna di scuola con la quale ci scambiavamo i libri, le letture, ci consigliavamo sulle cose da leggere, mi disse che avrei dovuto assolutamente leggere un libro "Cent'anni di Solitudine" di Gabriel Garcia Marquez. Le avevo espresso da tempo la voglia di conoscere la letteratura sudamericana sull'onda dell'internazionalismo che si praticava a quei tempi e delle condizioni di sudditanza agli USA e alla CIA .
Comprai il libro nella mia libreria preferita a Palermo, Flaccovio, e cominciai a leggere quel libro fermandomi alle prime pagine. Il primo impatto fu negativo. Non ci capivo nioente con tutti quei nomi e non riuscivo a collegare gli uni agli altri. Lo trovai ostico e, cosa che non avrei fatto mai più grazie proprio a quel libro, ho smesso di leggerlo.
Dopodichè a macchia d'olio tutti i miei amici e compagni, anche mia madre, facevano sempre più spesso riferimento a quel libro tanto che ne ripresi la lettura e, come milioni di…

Omaggio a Gabriel 01

Ero disteso sul prato dei giardinetti della stazione di Firenze nell'agosto 1976 (oggi credo non esistono più). Da fricchettone qual'ero mi ristoravo al sole di fine agosto senza avere pressione del tempo, senza pensare a niente, godendo della felicità di esistere, di essere a questo mondo, appagato del niente, o meglio dell'apparente niente del quale mi nutrivo. Ero di ritorno da un viaggio in autostop ed il mio bagaglio lo avevo lasciato al deposito per spendere gli ultimi spiccioli in giro per Firenze, amore a prima vista, città che mi ha sempre attratto. Guardavo gli altri perdigiorno come me stazionare sul prato, quelli che erano appena partiti e andavano all'ostello, quelli che rientravano senza una lira, quelli che non ce l'avevano mai avuta, si facevano tante conoscenze a Firenze, ragazzi e ragazze da tutte le parti del mondo. Verso sera, all'imbrunire, un gruppo di cinque persone si accostò per chiedermi informazioni e, a causa del loro strano modo di …

Un reportage sui migranti

Pasolini Roma

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Mostra su Pier Paolo Pasolini a cura di Gianni Borgna, Jordi Ballo' e Alain Bergala Palazzo delle Esposizioni, Roma. http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-pasolini-roma

Sono sempre stato un grande ammiratore di Pier Paolo Pasolini. Ho cominciato a seguirlo leggendo le sue poesie ed i suoi scritti. Data l'età mi era impossibile vedere i suoi film al cinema, sempre vietati ai minori di 18 e, in una Italia in mano alla Democrazia Cristiana, lo scandalo ne appannava i contenuti. Questa mostra da finalmente una visione di insieme del personaggio, sia dal lato umano che dal lato artistico e credo che pochi uomini come lui lo hanno vissuto così in sintonia, maledetto come uomo e maledetto come artista.
Mi manca Pier Paolo, mi mancano le sue invettive, il suo coraggio, la sua determinazione, le sue provocazioni. Intellettuale puro, pronto a sacrificarsi e a sacrificare. Poco amato dal potere, ha affascinato gli italiani, in privato perché in pubblico si dissociavano per la…

Mostra fotografica di Enrico Ciulla

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Mostra fotografica di Enrico Ciulla nella libreria Odradek a Roma dal 12 aprile fino al 18 aprile.
Inaugurazione della mostra fotografica di Enrico Ciulla: Percezioni del presente, in esposizione fino al 18 aprile.
Dalla presentazione di Roberto Zuccalà: Enrico Ciulla [...] con questa serie di fotografie racconta dei "nonluoghi" cittadini e dell'uomo, protagonista sconosciuto, che li attraversa come un gioco spontaneo di affascinanti silenzi che si rincorrono tra loro. Terminal aeroportuali, stazioni ferroviarie e metropolitane, complessi alberghieri, le grandi sale d'ingresso degli edifici per uffici, musei, ecco, questi ed altri sono gli spazi anonimi dalle caratteristiche analoghe, dove l'uomo, individuo, perde la sua identità perché privato dei suoi necessari riferimenti a una precisa situazione.

Gente di Qualità

Letizia Battaglia al PAC di Milano

Informazione, cattiva informazione, disinformazione

Ci sono dei colleghi che sposano delle tesi, alcune filogovernative, altre filoribelli, venendo meno a quella terzietà che dovrebbe essere primaria in chi fa informazione indipendente. Dietro questi colleghi non sempre c'è ingenuità, più spesso ignoranza, incapacità di "leggere" la notizia a volte non hanno neanche fonti proprie e pressati dall'articolo da inviare non aspettano LE NOTIZIE (che poi dovrebbero essere le uniche che un giornalista dovrebbe riportare) e scrivere senza conoscenza. In altri casi la disinformazione è frutto del grande lavoro degli uffici stampa dei Governi o di quelle sempre più organizzate delle opposizioni ai quali i colleghi, per pigrizia, si affidano ad occhi chiusi. Pigrizia ed in certi casi complicità.
Quando il collega della "Stampa", Domenico Chirico, è stato rilasciato dai ribelli, alcuni colleghi scrissero contro di lui perché aveva affermato ciò che si evince in questi giorni ovvero che i gas sono stati …