martedì 28 settembre 2010

SONO UNA STELLA SENZA META


Selfportrait, Samarra, Iraq.
Tutti ad inseguire la stella cometa, meglio così!! Io sono una stella senzameta solitaria.

FATIMA ALLA GUERRA


Woody Allen in un suo vecchio film affermava che le due parole più belle di questo secolo non sono più "Ti amo" ma, é "benigno".

Da quando Fatima ha cominciato a combattere la sua personale guerra contro quel male, che vive di te, si nutre di te, senza farti sapere niente trova alloggio dentro di te e quando lo ha trovato ci si trova così bene che si espande, ti prende per il culo, si auto produce, fino a che un'analisi in più lo smaschera, siamo cambiati tutti.

C'è da dire che grazie alla prevenzione, a medici di base preparati, a strutture attrezzate, i soggetti più a rischio vengono monitorati in modo da essere tenuti sotto controllo. Non si fanno i miracoli, si fa informazione: così si sa che nelle donne è più facile che si sviluppino tumori così e così negli uomini così e cola, nella fascia di età tra tot anni a tot anni........

Ma quando ti becca che sta già li ben posizionato l'unica possibilità è la guerra a tutto campo sia fisica che psicologica.

Di seguito riporto le considerazioni di Fatima nel suo diario. Mi auguro che i medici cialtroni non trovino sulla loro strada gente come loro.


L’INIETTATOIO

La prima volta che sono entrata nella sala di infusione, l’iniettatoio, sono andata dritta verso la mia sedia, mi sono sdraiata senza guardarmi attorno, e ho lasciato la flebo scivolare lentamente nel mio sangue.
Avrei voluto chiudere gli occhi e dormire, avevo con me un libro e la settimana enigmistica ma li ho lasciati giacere sul bracciolo della mia poltrona.
Pensieri in testa zero.
Non guardavo nessuno dei miei compagni di stanza.
“ I tumorati di Dio” è la frase che mi venne in mente. Pensavo che tutti noi avevamo rispetto agli altri qualcosa di più: un tumore, delle cellule impazzite e un’esperienza che ci avrebbe portato alla morte “arricchiti” di nuove prospettive di vita, che non avremmo potuto sperimentare ma che in quel preciso momento ci indicavano nuove strade per una vita che ormai volgeva al termine.
Il ragazzo seduto accanto a me aveva un tumore ai polmoni in stadio avanzato che i medici di un altro ospedale gli curavano da mesi come bronchite.
Si era da poco sposato, moglie casalinga, lui lavora in nero, ora è in mezzo alla strada. Tutti e due sono tornati a casa dai rispettivi genitori-
Non ho chiesto la loro storia, ma si raccontano e mi chiedono di raccontarmi.
Ma ci sono volute tre chemio per cominciare a sciogliermi e raccontare la mia banalissima storia: avevo mal di schiena , mi curavano con gli antidolorifici e poi era un cactus con le spine che premeva sul mio retto e mi procurava metastasi…
Quando il medico me lo ha detto ho pianto. Ma dopo il pianto la liberazione, io ero sicura sin dall’inizio dei miei disturbi, della diagnosi, ma mi sono lasciata trascinare indagini sbagliate per paura. Avevo paura di essere incapace a gestire la mia malattia la morte, il distacco dalle cose terrene.
Ora so come affrontare la malattia.
Ma il dolore ancora no. Il dolore fisico quello che sfianca.
Nelle mie notti in ospedale ho sentito donne urlare:- BASTA! Lasciatemi morire.-
Questo mi terrorizza ancora.
Una notte ho chiamato il medico e gli ho detto:- abbattetemi ora, ora che sono ancora lucida, che ho olfatto, tatto, vista e udito, ora che ancora non vomito e reagisco alla luce del sole, abbattetemi ORA!-
Lui mi sorride e torno alla realtà, i miei figli, il volto sorridente di Paolo che a ogni chemio lascia il lavoro per starmi vicino, e Benni con il suo silenzio che racchiude il suo dolore.
Allora dico: Voglio VIVERE almeno per altri tre anni, a tutte le condizioni .
Perché tre anni? Anche due basterebbero…dai.
La mia vicina di letto è terminale. Ha quarant’anni e tre figlie.
E’ di Marsala. Il suo cellulare squilla in continuazione.
.-La maglietta rossa è nel terzo cassetto…le scarpe sono nel terzo ripiano della scarpiera, le mutandine sono stese nel bagno piccolo ad asciugare…-
Appena finisce di parlare, le lacrime le scendono lentamente. I dolori la rendono contratta. Chiede agli infermieri antidolorifici.
Il suo cellulare è impietoso – Cosa dovete mangiare oggi? Pasta con la salsa, pollo stasera pastina e uovo.
Spegne: ma perché non mi lasciano in pace- dice con voce flebile- almeno mentre sto morendo si possono arrangiare, cercare i vestiti mangiare quello che vogliono, tra una settimana chi dirà loro dove sono le magliette?-
L’infermiera entra e le somministra altri antidolorifici, il suo volto contratto piano piano si rasserena e si addormenta.
Ma il suo cellulare non la da tregua. Vorrei buttarlo nel cesso.
Lasciateci in pace.
Ma non c’è pace per noi tumorati. Vivere con l’idea costante della morte è un tormento.
Mi pongo le stesse banali domande del dopo, come è il dopo? E i miei pensieri, le mie parole, le mie opere, le mie omissioni? Che fine faranno? Tutto nel cesso come il cellulare?
Mi piacerebbe rivedere mio padre e stare un po’ con lui, quante cose avrei voglia di dirgli non ne avete idea. Lui è morto proprio come desiderava. Leggendo il giornale. Infarto e via andare, senza avere preso mai una medicina, senza ospedalizzazioni, aghi, operazioni, protesi, metastasi.
E’ morto con la serenità che meritava.
HO PAURA DELLA MORTE
HO PAURA DEL DOLORE
HO PAURA DEL VUOTO
HO PAURA
Giorno dopo giorno minuto dopo minuto
HO PAURA della morte che mi sta braccando!

testo e foto di © Fatima del Castillo

sabato 25 settembre 2010

PICCOLA STELLA SENZA CIELO



Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte

Luciano Ligabue

THIS IS THE END FINI


Fini alla fine. ©Luciano del Castillo

venerdì 24 settembre 2010

IO SE FOSSI DIO

Teresa Lewis, condannata nel 2003 alla pena di morte per aver pianificato l'assassinio del marito e del figlio adottivo di lui, è stata giustiziata. Sakineh è ancora in vita. Perchè la vita di Teresa valeva meno?........


......Io se fossi Dio
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti
che certamente non sono brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere
e di fotografare.
Immagini geniali e interessanti
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento.
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì, vabbe’, lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia.....

Giorgio Gaber

martedì 21 settembre 2010

WHERE IS THE JUSTICE?


Una foto rilasciata dal Dipartimento Penale della Virginia ritrae Teresa Lewis, una disabile mentale condannata a morte negli USA. Dove sono le proteste in suo favore? Dove sono gli striscioni che sono stati calati dai palazzi istituzionali per salvare la vita di Sakineh ( che voglio ricordare è stata condannata a morte per omicidio)? Due pesi e due misure. Come al solito i crimini della giustizia americana sono secondari a quelli degli altri paesi.
Luciano del Castillo

domenica 19 settembre 2010

ARRIVEDERCI AMORE CIAO


Back at home. Carlo Imbimbo

WALK ON THE WILD SIDE


Holly came from Miami, F-L-A
Hitchhiked her way across the U-S-A
Plucked her eyebrows on the way
Shaved her legs and then he was a she
She says hey babe, take a walk on the wild side
Said hey honey, take a walk on the wild side



Candy came from out on the Island
In the back room she was everybody's darlin'
But she never lost her head
Even when she was givin' head
She says hey babe, take a walk on the wild side
Said hey babe, take a walk on the wild side

And the colored girls go
Doo, doo doo, doo doo, doo doo doo...



Little Joe never once gave it away
Everybody had to pay and pay
A hustle here and a hustle there
New York City's the place where
They said hey babe, take a walk on the wild side
They said hey Joe, take a walk on the wild side

Sugar plum fairy came and hit the streets
Lookin' for soul food and a place to eat
Went to the Apollo
You should have seen him go go go
They said hey Sugar, take a walk on the wild side
I said hey babe, take a walk on the wild side
All right, huh

Jackie is just speedin' away
Thought she was James Dean for a day
Then I guess she had to crash
Valium would've helped that bash
She said hey babe, take a walk on the wild side
I said hey honey, take a walk on the wild side

And the colored girls say...

ADVANCED BAG

sabato 18 settembre 2010

CARLOS CHAPLIN


Peruan Charlie Chaplin. Lima 2009. © Luciano del Castillo

WULF


Sono i piedi che fanno mangiare il lupo, non i denti. © Luciano del Castillo

MEDIA

SEPTEMBER

THE MAMBO CRAZE

La Habana, Cuba, la fiesta de los quince. © Luciano del Castillo

Why, Lucy, your eyes are filled with tears?
- My heart is strained with bloodness
Oh look, the orchestra is getting ready,
dance with me, George!
Check the scene outside of Medellin.
Make a fuss in Caracas
Mixed guys and dark men at the bars
Mambo's slow Guantanamo
Was so glad escape in Trinidad
Outside down in Kingston town
Stole a car in the streets of Panama
Went too far in Bogota

Space cake brake at the Titicaca lake
Got some more in Ecuador
Out for a dance in a dive in Puerto Prince
Went too far in Bogota

A little weak, a little pale today
Looks like it's time, for that certain holiday

A little weak, a little pale today

A little weak, a little pale today

"Rip 'em up"

Space cake brake on the Titicaca lake
Got some more in Ecuador
Stole a car in the streets of Panama
Went too far in Bogota

A little weak, a little pale today
Looks like it's time, for that certain holiday

A little weak, a little pale today
Looks like it's time, for that certain holiday

A little weak, a little pale today

DE PHAZZ

giovedì 9 settembre 2010

ANDREOTTI - AMBROSOLI

C'è un momento nell'arco della vita che il lupo si tradisce. Andreotti siè tradito, da solo questa volta, ha voluto strafare usando il gergo romanesco. Come le frasi dei mafiosi che non dicono niente ma che tutto hanno detto in quella frase: la minaccia, la confessione della minaccia e la negazione della minaccia stessa. In maniera che tutti sappiano CHI ha colpito, ma che NESSUNO possa trovare un appiglio legale a quelle dichiarazioni.

Forse u zzu Giulio pensava ancora di essere in quel bel paese dove disprezzare gli sconfitti fosse un titolo di merito. Per fortuna una larga protesta sulle sue dichiarazioni ha coinvolto maggioranza e opposizione. Ma la reazione dei cittadini civili proprio da Ambrosoli difesi nei loro diritti è stata molto debole.


giovedì 2 settembre 2010

FERRY BOAT


Un gabbiano sopra il traghetto verso Piombino ripreso con Iphone 16 agosto 2010© Luciano del Castillo