mercoledì 31 maggio 2017

Fake news - notizie false - istruzioni per l'uso

Per orientarsi nel mondo della falsa informazione, quello che una volta facevano i giornalisti professionisti (ormai in estinzione), dovete farlo voi lettori: trovare le fonti delle notizie e verificarle. 
Eravate abituati ad andare al ristorante, ordinare il menu' ed aspettavate che il cameriere vi portava il cibo; lo consumavate e alla fine avrebbero sparecchiato e lavato i piatti per voi. Adesso, visto che avete deciso di non leggere più giornali o informarvi attraverso organi di stampa, se non volete farvi  il solito panino col prosciutto, dovete imparare a cucinare. Risalire alla fonte di una notizia è un lavoro complesso e pieno di ostacoli, che richiede tanto tempo e conoscenza. Sul web (social network in primis, ma su tutta la rete informatica - blog e web press) che non è la Bibbia, il Vangelo, o le tavole scritte da Mosè, trovi tutto e il suo contrario. Perché nessuno verifica, i lettori/scrittori rilanciano e condividono i post spesso senza leggerli e senza avere la coscienza del danno che procurano e si fanno vettori, più o meno consapevolmente, di bugie conclamate. Perché non costa niente, non ci sono leggi che puniscono gli autori delle 'fake news', per cui tutti le possono scrivere senza subire NESSUNA conseguenza. La 'disinformatia' era un'arma inventata dei sovietici durante la guerra fredda per contrastare l'ondata di informazioni costruite dagli USA contro la USSR ed aveva lo scopo di confondere le idee di chi leggeva. La differenza è che se prima erano poche le notizie costruite in veri laboratori del falso da parte di specialisti, adesso tutti possono contribuire su qualsiasi argomento anche non avendo preparazioni specifiche (così per esempio si parla di vaccini). Se non avete tempo per ricostruire se una notizia è vera o falsa provate a trovare (in rete ci sono) le fonti di informazione (agenzie primarie) che, dopo una lunga verifica, fanno 'il lancio' verificato da almeno 3 fonti (regola primaria per chi lavora come giornalista). Oppure provate a risalire al primo che ha postato la notizia. Guardate i suoi contributi e  il suo profilo se scrive per conoscenza, interesse, se è fan di un gruppo piuttosto che di un altro. Se scrive d'impeto o se è riflessivo etc. Lo so, è un lavoro ed un tempo lo facevano persone qualificate, i giornalisti. Adesso si tende a dare credito a tutto cio' che si legge in rete. Quando ero piccolo si diceva 'l'ha detto la televisione" quindi era considerata la verità. Cambiano i mezzi, ma la lotta tra vero e falso continua senza tregua. "Lo dice internet".
Una falsa copia della prima pagina del quotidiano Repubblica in regalo con il giornale satirico "Il Male" 
Nel frattempo noi giornalisti perdiamo il  posto di lavoro, grazie all'ansia di partecipazione e di condivisione dei post da parte di tutti che non lascia spazio alla verità. Abituatevi  a vivere nel mondo dell'informazione immaginaria.

#fakenews #journalism #giornalismo #informazione #notiziefalse

Luciano del Castillo

martedì 23 maggio 2017

La verità? Abbiamo perso

E' la prima volta che scrivo quel ricordo di 25 anni fa, il botto, l'attentatuni, la prima volta da palermitano fuori sede più che da professionista che ha coperto l'evento. Ero a casa a Roma e chiama mio padre, triste, agitato e con voce tremulante, di chi a causa del terrore ha già perso un amico nella fine degli anni settanta, mi dice: - Lo hanno fatto saltare in aria, qui è guerra ormai. - Chi fosse saltato in aria non era difficile da capire. Come si dice a Palermo, 'mienza parola'. Metto giù la cornetta e subito il telefono suona ancora, e ancora e ancora, non riuscivo a trovare un posto in in aereo perché i voli che ancora potevano atterrare a Punta Raisi erano stati tutti comprati. Dentro di me riviveva la Palermo che avevo raccontato e fotografato, insieme ai miei compagni di lavoro, per il giornale 'L'Ora', la peggiore Palermo, la mia Palermo,  che avevo visto morire, a poco a poco, a colpi di kalashnikow e tritolo. La Palermo di tanti piccoli e grandi uomini, conosciuti e sconosciuti che da palermitani, da siciliani, non si erano fatti mettere i piedi sopra la faccia. Quella Palermo che non sopportavo più, perché volevo parlare di altro che non fosse parlare di mafia. E mentre ero su quel volo che mi portava  qualche ora dopo l'attentato, i volti di quelle vittime si presentavano nella mia memoria: erano giornalisti, poliziotti, giudici, preti, passanti ignari, imprenditori coraggiosi.........
Pensavo che tutti sapevamo che lo avrebbero ammazzato a Giovanni Falcone, isolato, accusato, allontanato, in tutti i modi avevano provato a renderlo inoffensivo. Ma lui era un Uomo e a prescindere dall'incarico che gli davano, riusciva ad essere molesto, ad essere pericoloso a dare fastidio, sempre. Io credo che tutti ci chiedevamo se lo stavano delegittimando lentamente o gli preparavano il plotone d'esecuzione. E' stato scelta la seconda opzione. Difficile delegittimarlo perché era uomo che conosceva bene le regole più di chiunque altro. Ma per quanto ne avessimo viste di cose a Palermo, spari e dinamite, nessuno avrebbe mai immaginato ad un cratere che ricordava più il Libano in guerra, un bombardamento, che una resa dei conti della mafia nei confronti del Giudice.
La macchina blindata in cui hanno trovato la morte il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Nello stesso attentato morirono gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicilio e Antonio Montinaro  e sopravvissero miracolosamente gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza

Pensai: - Abbiamo perso!- Nonostante la retorica cialtrona dei professionisti del 'day after', che insistono sul  fatto che il sacrificio di un uomo o di alcuni uomini, porta la gente a reagire sull'onda emotiva. E poi? In un Paese normale, questo non serve, in un Paese normale non servono eroi, servono regole. E il giudice con la moglie e la sua scorta è stato portato via per sempre, nonostante gli anniversari. E lui aveva idee, entusiasmo e coraggio, cose che tutte insieme sono mancate ai suoi successori. A Roma recentemente, per una faida probabilmente, tre bambine sono state arse vive nella loro roulotte. La famiglia aveva denunciato. Anche loro morte perché lasciate sole. Uno Stato è forte quando protegge, non quando rimpiange. Abbiamo perso. 

©Luciano del Castillo

sabato 20 maggio 2017

Scuola: borsa studio a Palermo per 4 ragazzi Rom

Tre ragazzi ed una ragazza rom di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, tre dei quali abitano nel campo della Favorita ed uno in una casa confiscata alla mafia che è stata assegnata dal Comune e che sono approdati alle Superiori dopo aver frequentato la scuola elementare De Gasperi domani riceveranno una borsa di studio intitolata alla maestra Fatima Del Castillo. Il riconoscimento sarà loro consegnato dalla dirigente della De Gasperi Maria Giovanna Granata nel corso di una manifestazione a cui parteciperanno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Maria Luisa Altomonte, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori Giusto Catania e Barbara Evola. I tre ora frequentano l'Istituto Tecnico Statale per il Turismo "Marco Polo", l'Istituto Professionale "Francesco Paolo Cascino", l'Istituto Tecnico "Duca degli Abruzzi- Libero Grassi" e l'Istituto Alberghiero "Paolo Borsellino".
"Questa borsa di studio - ha detto Granata - è un sostegno concreto e uno stimolo a fare sempre di più e sempre meglio. Ci auguriamo davvero che questi ragazzi completino il percorso scolastico con i risultati migliori".
La dirigente della De Gasperi Maria Giovanna Granata, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Maria Luisa Altomonte e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ricordano l'impegno sociale e politico di Fatima, con una borsa di studio che sarà assegnata a 4 studenti Romanì.