sabato 29 marzo 2014

Fatima xxxxxy

Fatima photographies de Paolo Titolo at Brownstone Fondation  from March 28 to Apri 19 in Paris.





venerdì 21 marzo 2014

Punto di vista 4

Dipendentemente dalla tua visuale puoi vedere spicchi di realtà. Per questo il  punto di vista è  importante e bisogna sempre ascoltare quello degli altri. "Dal mio punto di vista dico che........."
Rione Angeli, Caltanissetta 14 marzo 2014.
Luciano del Castillo

sabato 8 marzo 2014

International Women's Day

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, X, 9, 10, 11, 12 March, April, May, June......
©Luciano del Castillo for International Women's Day

venerdì 7 marzo 2014

La cattiveria della rete

Sempre più spesso leggo sui giornali della reazione selvaggia della "rete". Cosa è questa "rete"? Un insieme di esseri umani, connessi ad un circuito comune, che attraverso i vari forum, la possibilità che le testate danno di potere commentare, esprimono le prorie opinioni.
Tolti coloro che non hanno niente da dire, non  hanno pensieri, non hanno dialettica e si esprimono attraverso il turpiloquio, come uomini (e donne) delle caverne, non sempre sono attacchi o lamentele prive di fondamento.
Abbiamo visto e letto sui giornali vicende in cui noti personaggi sono stati coinvolti in veri e propri assalti "col commento" ingiuriati, aggrediti, maltrattati, in una gogna pubblica degna delle piazze di Teheran dove si impiccano pubblicamente i rei.
In ordine di tempo per ultimo è toccato a Fiorello, lo showman siciliano più amato dagli italiani.
Il fattore scatenante di queste aggressioni è stato l'incidente di cui è stato protagonista a Roma. Come una qualsiasi persona, forse per distrazione o forse per un altro motivo, ha investito involontariamente, sottolineo involontariamente, un pedone ed è finito in ospedale.
Certo a vedere le foto e il clamore mediatico, non ha avuto il trattamento di un normale cittadino che, quando è vittima di un incidente, attende molto tempo, se non ci sono feriti gravi o morti, l'arrivo delle forze dell'ordine. Per Fiorello olre la municipale si sono scomodati, carabinieri e quant'altro. E questo ha irritato le persone che hanno letto il resoconto dell'incidente del famoso showman.
Da qui  si è scatenato il giustizialismo gratuito che ormai ci capita di leggere sempre più spesso tra i commenti delle persone, che si fa un baffo dello stato di diritto, che non garantisce e chiede non  altro che "immediate condanne" su tutto, pene esemplari, prima dei processi.
La colpa è anche dei media che fomentano questa tipologia di persone, perchè in buona sostanza, creano share, movimento sui siti, sui giorrnali etc. Il fatto che ne stiamo parlando e quindi diffondendo queste brutture è la dimostrazione che il disagio sociale provocato è alto.
In realtà sono persone che scrivono, scrivono, scrivono, ma non leggono quasi mai. Provate a vedere tra i commenti  scritti sulle varie testate web: sono tutti commenti e difficilmente risposte o dibattiti tra lettori  a meno che non si devono riempire di insulti. Una volta i media avevano anche compiti educativi, adesso si accontentano di avere qualcuno che li segue a prescindere dalla qualità della comunicazione.
Queste persone che vivono di frettolosa giustizia, che condannano sempre tutti a prescindere, non si rendono conto di fomentare un odio che gli si ritorce contro. Perchè l'altro, per l'altro, sono loro.


sabato 1 marzo 2014

Pane per i nostri denti


Una giornata piovosa, calda. La gente dentro la metropolitana più ingrigita che mai. Mi siedo accanto ad una signora araba, direi siriana, una di quelle donnone orientali che parlano ad alta voce e che a prima vista fanno simpatia. Rivolgendosi alla sua vicina di posto comincia a  raccontarle ad altissima voce storie di vita quotidiana che le succedono a Roma. Racconta di arabi, italiani, rumeni, dei quartieri,  i comportamenti, il suo microcosmo come se facesse lezioni di vita. La sua voce alta e acuta vola sopra le note dei gitani che cantano all'interno del vagone. Chi più, chi meno, indifferente e impermeabile all'esterno, affacciato nella propria vita, i problemi della quotidianità. La metro si riempie sempre di più, il fronte visivo si accorcia alle natiche dei passeggeri  e rimane solo il forte vociare della donna seduta accanto a me. Ad un certo punto la donna si alza di scatto e comincia a dire ad una persona, nascosta ai miei occhi, di sedersi al posto suo e, di seguito, le offre zucchero, cioccolata e quant'altro. Scosto la testa e vedo una ragazza in lacrime in silenzio, gli occhi gonfi rossi e la carnagione bianca. Cortesemente rifiuta le offerte della signora, ma nel momento stesso quel buffo intervento la fa ridere. La donna araba dice che non può vedere nessuno piangere  "perchè le lacrime escono perchè si strizza il corpo ed il dispiacere rimane e di sicuro  qualcosa è successo". - Lasciatemelo dire a me che so cosa è la sofferenza!"-. Il suo intervento a favore della ragazza risveglia gli animi sopiti della maggior parte di noi e scatena una gara di solidarietà: chi le offre i fazzoletti, io le do la bottiglia d'acqua che mi porto in ufficio, qualcuno le batte la mano sulla spalla.
La donna araba scende una fermata prima di me con gli occhi rossi. Abbiamo tutti bisogno di amore, di qualcuno che si occupi di noi e di occuparci di qualcuno. Spesso ce ne dimentichiamo e lasciamo il vuoto nel nostro cervello fino a che un atteggiamento estremo rimette in moto la facoltà di ragionare, di essere umani. E' così difficile accorgersi di chi sta male? E' così difficile aiutarsi? - Un bacio per ogni sorriso - Scriveva oggi una mia amica su FB.

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