venerdì 17 febbraio 2017

Millenovecentosettantasette 1977

Quaranta anni fa, durante un comizio del segretario della CGIL Luciano Lama l'università La Sapienza di Roma veniva messa a ferro e a fuoco dai gruppi dell'Autonomia Operaia. «Il segretario della Cgil Luciano Lama si è salvato a stento dall’assalto degli autonomi, mentre tentava di parlare agli studenti che da parecchi giorni occupano la città universitaria. Il camion, trasformato in palco, dal quale il sindacalista ha preso la parola, è stato letteralmente sfasciato e l’autista è uscito dagli incidenti con la testa spaccata e varie ferite». E’ la cronaca degli scontri alla Sapienza riportata da Corriere il 18 febbraio del 1977, un giorno dopo la “cacciata” del leader della CGIL Luciano Lama dall’ateneo dove stava tenendo un comizio. Una giornata di violenza che diventerà il simbolo della rottura tra la sinistra istituzionale, rappresentata dal Pci e dal sindacato, e la sinistra dei movimenti studenteschi.
L'ingresso dell'università di Roma La Sapienza chiusa dalle barricate dei dimostranti

Fu l'inizio di uno dei periodi più bui della Repubblica, che portò ad un confronto durissimo tra il Movimento degli studenti e le Istituzioni, che costò molti morti e feriti per le strade della Paese.
Alla fine di quel 17 febbraio 1977 Roma era una città ferita, vetrine distrutte, portoni bruciati, auto rovesciate, le bombe molotov avevano lasciato, insieme ai gas lacrimogeni, un aspro odore di morte. Il Movimento del Settantasette si presentava così al suo debutto.
© Luciano del Castillo