mercoledì 31 agosto 2016

Troglodita mediatico

Sono costretto, anche se confesso a volte mi diverte pure, a stare connesso su internet per lavoro. Monitorare la rete, cercare, vedere, trovare stimoli, idee, contributi interessanti. Leggere è la cosa che ho sempre amato molto quindi trovare pagine di racconti originali, pezzi di diario, trascrizioni della propria vita, storie di fantasia,  mi fa molto piacere. Anche se il modo di raccontare  più diffuso oggi (e male) per via della velocità è il linguaggio visivo, quello che mi incuriosisce molto è leggere i commenti delle persone. Perché il commento non richiede concentrazione. Scrivi 4 parole e dai un minimo senso a ciò che vorresti dire. Se poi il commento è infarcito di male parole, insulti e quant'altro, risparmi sulla grammatica e spari il tuo concetto basico, quasi mai capito dalla platea dei lettori, sul senso della vita, della giustizia, della politica.... 
Ma chi sono questi dispensatori di consigli e commenti di poche, ma incomprensibili, parole?. Chi sono queste persone che sentono la necessità di esprimere pubblicamente il loro pensiero (pensiero è un parolone) ed arricchirci della loro sapienza? E' il popolo dei commenti, delle botta & risposta, di quanti non hanno una idea e se la provano a fare scrivendo (ma l'idea se la perdono nel frattempo) sulla nostra pelle.
Da quando hanno imparato ad accendere un computer e a navigare, hanno perso il pregio del silenzio. Imperversano tra le pagine di seri quotidiani o rispondendo a commenti di blog, parlando di qualsiasi cosa, dalla politica allo sport. Il dato che li accomuna è che qualsiasi cosa dicano siano incomprensibili e disperati. Giustizialisti con gli altri, vorrebbero pene di morte anche e solo per il furto (sempre ad opera del malcapitato extracomunitario - termine in disuso da decenni, ma amato dal commentatore di provincia-ndr), salvo poi urlare contro la mala giustizia quando gli tocca pagare una multa per avere lasciato in terza fila la loro autovettura.
Come moderni trogloditi si aggirano con la clava tra le pagine cercando il posto dove potere colpire più forte più veloce, con un insulto, o meglio un incomprensibile grugnito. A volte provo a capire il significato delle loro parole ma, credetemi, nonostante l'enorme sforzo, l'analisi logica, anche quella illogica, non ci riesco. In questo il troglodita mediatico è un professionista: utilizzare non più di 15 vocaboli, usando come collante l'insulto e l'odio per ' gli altri'. Lo spazio fuori dal suo monitor pullula di nemici, di donne e uomini che chiedono e pretendono il confronto. Ma siamo matti?? Il troglodita mediatico non è interessato a nessun confronto! Non ha interesse minimamente a cambiare la propria posizione, proprio perché in realtà non ne ha una, e all'interno dello stesso commento la esprime e  anche il suo contrario. Gli 'altri' sono la causa di tutti i suoi mali, e di categorie da detestare di questi tempi se ne trovano tante. Quali sono le categorie più gettonate dal troglodita mediatico? Credo che sopra a tutti ci stiano i politici: sono tutti ladri, hanno tanti privilegi, c'hanno l'autista per fare la spesa; nella categoria sociale seguono i  migranti che sbarcano, poi i Rom (che a volte non sono neanche Rom, ma Sinti, ma chissenefrega) che se la battono coi rumeni che prima erano albanesi; la lista è lunga e si finisce con il ragionier Rossi che ha il solo difetto di vivergli di fronte, ma che sicuramente è quello che non butta la spazzatura nei cassonetti predisposti e......
Tutto questo commentare aggressivo altro non fa che alimentare gli alibi dei criminali. Si fa di tutta l'erba un fascio e le prime vittime sono gli onesti: i politici che amministrano bene, i giornalisti che non si fanno intimidire, i cittadini che hanno comportamenti civili.
Quando ritorneremo ad esprimere concetti, solo dopo averli elaborati, come un tempo? Il silenzio, sentire di nuovo il frinire assordante delle cicale, in una notte in cui non c'è proprio niente da dire. 
Esistiamo anche se non lo esterniamo.
ALL RIGHT RESERVED © Luciano del Castillo/Archivio DEL CASTILLO 

lunedì 22 agosto 2016

Bambini esplosivi

Noi occidentali consideriamo i bambini come se fossero una parte terza rispetto agli adulti e ci stupiamo tutte le volte che si comportano più o meno come noi. Come se i bambini non fossero terrestri come noi con tutti i pregi e i difetti. Così possono trucidare 2500 persone e neanche ci facciamo caso, ma un bambino morto su una spiaggia, estratto dalle macerie, ci fa luccicare gli occhi, Così parliamo dei bambini soldato, dei bambini attentatori, dei bambini vittime e dei bambini carnefici con la superficialità con cui si parla del niente assoluto.
Ne parliamo avulsi dal loro contesto. Ci sembra strano che un bambino si possa fare saltare in aria o che muoia sotto un bombardamento perché il nostro punto di riferimento sono le lotte autunnali per la mensa nell'asilo nido e non ci rendiamo conto che quei bambini nascono e crescono in un contesto violento, di guerra, nell'odio religioso, etnico, sociale, nella povertà. Crescono in fretta si devono difendere e devono offendere per salvarsi la vita. Ma il bambino sui media fa audience scalfisce anche il cuore dei  più aridi egoisti anche se solo per alcuni secondi, salvo poi rimuovere tutto e ritornare alle proprie attività precedenti. 
Le criminalità organizzate reclutano bambini ovunque in quanto più malleabili, anche se più inaffidabili nei lavori di precisione e, in una gran parte dei Paesi in cui li fanno delinquere, non sono imputabili. A Napoli come a Palermo, Luanda, Bogotà o Caracas, eserciti di bambini pronti ad uccidere per un paio di scarpe da ginnastica. Ma noi piangiamo, ci indignamo per ciò che succede in Siria oggi, a Kabul o Baghdad ieri.... E' più confortevole e conveniente, spendiamo pochi minuti con la nostra coscienza e poi ricominciamo da capo, Le olimpiadi sono terminate, ma il campionato di calcio riparte e di quel bambino coperto dalla polvere, mentre già altri 35 suoi coetanei sono saltati in aria durante un matrimonio curdo in Turchia, non ci ricordiamo più. Ci rimane il gesto di un essere che non capisce cosa sta succedendo, e con la mano scosta i capelli, la polvere e il sangue.
Ed oggi ripartiamo, inorriditi da un dodicenne cinturato di esplosivo strattonato dopo la cattura, che piange, il bambino, perché non sa probabilmente neanche a cosa altri lo avevano votato, ne parleremo agitati sotto l'ombrellone e 'taca banda' riparte la solita tiritera indotta da quel poco che ci resta dei sensi di colpa.
La guerra in Siria (questi sono dati solo di questa ultima carneficina per evitare il triste elenco dei conflitti nel mondo oggi) ha fatto da quando è cominciata 5 anni fa quasi 500000 morti, 100000 l'anno, in cui Omran non è neanche una goccia di quel mare di merda che producono le guerre.
Per capirci anche questi qui sotto sono adolescenti....
http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/tre-egiziani-minorenni-aggrediti-mazze-baseball-catanese/65bab6dc-6847-11e6-addc-c76dce7e53cd
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giovedì 18 agosto 2016

Silenzio, la guerra uccide

https://www.theguardian.com/world/video/2016/aug/18/syrian-child-pulled-from-rubble-after-aleppo-airstrike-video

Burkini e nudismo

Nella mia vita fricchettona da adolescente, con i miei amici andavamo per spiagge deserte, scogli, isolotti, a prendere il sole nudi. Capitava sovente che fossimo oggetto del disappunto dei paurosi abitanti dei vicini paeselli che davano una sorta di allarme della moralità ed esortavano le forze dell'ordine ad intervenire contro le oscenità. Ricordo con divertimento i carabinieri costretti ad intervenire, loro si imbarazzati, per farci rivestire e costringerci ad andare via.
Questo nel migliore dei casi. Nel peggiore, dalle collinette o da dietro gli alberi, antistanti alla spiaggia, si nascondevano condottieri del pudore, intanto per dare una sbirciatina a qualche seno o qualche natica al vento che, se sorpresi, cominciavano a tirare dei sassi alla volta di noi indifesi bagnanti.
Quindi non si può dire che non abbia dato del mio per cambiare il comportamento bigotto delle persone.
Rileggere oggi che c'è ancora qualcuno che da la caccia a bagnanti, questa volta vestiti di tutto punto, mi fa sorridere e mi catapulta, al contrario, ai tempi del pretore Salmeri a Palermo, che faceva ricoprire i messaggi pubblicitari osè. Era così rigido che i palermitani, per protesta, vestirono le statue di piazza Pretoria (detta anche piazza della vergogna) con la biancheria intima.
Liibertà di nudo quindi, ma anche libertà di burkini. L'unica cosa che mi chiedo è: che gusto c'è a stare vestiti completamente su una spiaggia e men che meno a bagnarsi a mare. Ma questo è solo un mio pensiero.