sabato 17 giugno 2017

Italian summer - Vacanze in Italia -

Castelnuovo di Porto è una ridente località alle porte di Roma. Oltre la Flaminia, sulla Tiberina che taglia campi di girasole. Qui sono venuti a vivere dalla capitale quelle fasce di lavoratori sempre più impoveriti dalla crisi. Ma abbiamo cominciato a conoscerla di più da quando Papa Francesco è venuto a visitare il CARA, il Centro accoglienza per migranti. Abbiamo assistito alle proteste dei residenti ed anche dei migranti. Parlando nei bar con gli abitanti si intuisce una forte insofferenza nei confronti dei vicini forzati. Parlano volentieri ma non vogliono essere ripresi. - Si viveva bene qui prima che arrivassero loro! -
Perché, cosa è successo 'dopo'?
- Dopo è successo che non siamo più sicuri. Le nostre donne e i nostri bambini hanno paura a circolare per le strade piene di questi negri sfaccendati. Compaiono ovunque con le loro facce che incutono terrore.-
Ma ci sono stati degli episodi che hanno generato questa paura? La maggior parte risponde positivamente però nessuno ricorda un episodio particolare da poter raccontare. Una leggenda metropolitana che si basa più sul sentito dire che si tramanda e 'come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca' ......
Così in una mattinata di sole che da man forte ad un caldo torrido che anticipa quello di agosto mi trovo a Castelnuovo di Porto a parlare con gente spaventata più per sentito dire che per dei fatti specifici, un poco come vive ormai questo Paese orfano di una vera informazione, dove le news le puoi inventare ad hoc per colpire ora questo, ora quell'avversario, senza che debba renderne conto a qualcuno.
Un piccolo Paese impaurito che ha paura di perdere la propria civiltà. che poi dove lanascondono questa civiltà? Tra i cumuli di immondizia che abbandonati sui cumuli delle strade?

lunedì 5 giugno 2017

La peggio gioventu'

L'ultimo fatto di cronaca che li vede coinvolti risale alla settimana scorsa: durante la festa per festeggiare la fine dell'anno scolastico a Fregene, due adolescenti hanno accoltellato un loro coetaneo 'reo' di ballare con la 'ragazza sbagliata'. Sono gli aspiranti camorristi di Scampia? No, sono i fighetti maleducati, i figli della cosiddetta 'Roma bene', figli di noti professionisti che gli pagano le costose rette della scuola privata gestita da suore, la S. Maria Ausiliatrice.
Quello che sconvolge è la totale assenza di rimorso, di pentimento. Loro hanno tutto e tutto gli è dovuto e quando qualcuno si mette tra loro e 

Mafia, Cassazione: Riina malato, ha diritto a morte dignitosa

La prima sezione penale della Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare.
La richiesta (si legge nella sentenza 27.766, relativa all'udienza del 22 marzo scorso) era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso "di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico".


Cosa è uno Stato di Diritto? E' uno Stato che garantisce a tutti un livello di vita sopra la soglia della sopravvivenza, sia nelle necessità materiali che immateriali, la cultura, la gioia, lo sport. Le vittime di stragi, esecuzioni di massa, non le vittime di impeto, ma di disegni insurrezionali, colpiti a caso o deliberatamente perchè contrastavano progetti criminosi, eversivi, furie terroristiche o altro, hanno avuto ugualmente garantiti questi diritti?


Cosa ne pensate? E' giusto che muoia in galera oppure bisogna essere clementi e farlo morire nella propria casa?

La primera de la Sala de lo Penal del Tribunal Supremo, por primera vez aceptó la apelación de la defensa de Toto Riina, quien busca el aplazamiento de la sentencia o, con carácter subsidiario, para el arresto domiciliario.
La solicitud (lee la frase 27766 en última audiencia el 22 de marzo) fue rechazada el año pasado por el tribunal de vigilancia en Bolonia, pero, de acuerdo con el Tribunal Supremo, en las razones para denegar había fracasado "tener en cuenta el estado general detenido mórbida y sus condiciones generales de deterioro físico ".
 
¿Qué es un estado de derecho? Es un estado que garantiza a todos un nivel de vida 
por encima del umbral de supervivencia, tanto en las necesidades materiales e 
inmateriales, la cultura, la alegría, el deporte. Las víctimas de masacres, ejecuciones 
en masa, no las víctimas de una carrera, sino dibujos, insurgentes atacaron a proyectos 
porque al azar o deliberadamente contrastados, alboroto terrorista subversivo penal o 
de otro tipo, también había garantizado estos derechos?

¿Qué opinas? derecho E' a morir en la cárcel o tiene que ser indulgentes y dejarlo morir en su casa?

The first criminal section of the Cassation for the first time has accepted the appeal of the defender of Totò Riina, who asks the deferment of the sentence or, in the alternative, the detention of the home.

The request (it is stated in the judgment of 27 March 1966 in the hearing of 22 March) was rejected last year by the supervisory court of Bologna, which, however, according to the Supreme Court, in its grounds for refusal had omitted "to consider the overall status Morbid detainee and his general conditions of physical fallout. "
What is a State of Right? It is a state that guarantees a level of life above the threshold of survival, both in material and immaterial needs, in culture, in joy and in sport. Victims of massacres, mass executions, not the victims of impetus, but of insurrectional designs, affected by deliberate or deliberately, even though they oppose criminals, evasive, terrorist or other terrorist schemes, have equally guaranteed these rights?

What do you think? Is it just that he dies in jail or should he be kind and make him die in his own home?
Copyright Luciano del Castillo


mercoledì 31 maggio 2017

Fake news - notizie false - istruzioni per l'uso

Per orientarsi nel mondo della falsa informazione, quello che una volta facevano i giornalisti professionisti (ormai in estinzione), dovete farlo voi lettori: trovare le fonti delle notizie e verificarle. 
Eravate abituati ad andare al ristorante, ordinare il menu' ed aspettavate che il cameriere vi portava il cibo; lo consumavate e alla fine avrebbero sparecchiato e lavato i piatti per voi. Adesso, visto che avete deciso di non leggere più giornali o informarvi attraverso organi di stampa, se non volete farvi  il solito panino col prosciutto, dovete imparare a cucinare. Risalire alla fonte di una notizia è un lavoro complesso e pieno di ostacoli, che richiede tanto tempo e conoscenza. Sul web (social network in primis, ma su tutta la rete informatica - blog e web press) che non è la Bibbia, il Vangelo, o le tavole scritte da Mosè, trovi tutto e il suo contrario. Perché nessuno verifica, i lettori/scrittori rilanciano e condividono i post spesso senza leggerli e senza avere la coscienza del danno che procurano e si fanno vettori, più o meno consapevolmente, di bugie conclamate. Perché non costa niente, non ci sono leggi che puniscono gli autori delle 'fake news', per cui tutti le possono scrivere senza subire NESSUNA conseguenza. La 'disinformatia' era un'arma inventata dei sovietici durante la guerra fredda per contrastare l'ondata di informazioni costruite dagli USA contro la USSR ed aveva lo scopo di confondere le idee di chi leggeva. La differenza è che se prima erano poche le notizie costruite in veri laboratori del falso da parte di specialisti, adesso tutti possono contribuire su qualsiasi argomento anche non avendo preparazioni specifiche (così per esempio si parla di vaccini). Se non avete tempo per ricostruire se una notizia è vera o falsa provate a trovare (in rete ci sono) le fonti di informazione (agenzie primarie) che, dopo una lunga verifica, fanno 'il lancio' verificato da almeno 3 fonti (regola primaria per chi lavora come giornalista). Oppure provate a risalire al primo che ha postato la notizia. Guardate i suoi contributi e  il suo profilo se scrive per conoscenza, interesse, se è fan di un gruppo piuttosto che di un altro. Se scrive d'impeto o se è riflessivo etc. Lo so, è un lavoro ed un tempo lo facevano persone qualificate, i giornalisti. Adesso si tende a dare credito a tutto cio' che si legge in rete. Quando ero piccolo si diceva 'l'ha detto la televisione" quindi era considerata la verità. Cambiano i mezzi, ma la lotta tra vero e falso continua senza tregua. "Lo dice internet".
Una falsa copia della prima pagina del quotidiano Repubblica in regalo con il giornale satirico "Il Male" 
Nel frattempo noi giornalisti perdiamo il  posto di lavoro, grazie all'ansia di partecipazione e di condivisione dei post da parte di tutti che non lascia spazio alla verità. Abituatevi  a vivere nel mondo dell'informazione immaginaria.

#fakenews #journalism #giornalismo #informazione #notiziefalse

Luciano del Castillo

martedì 23 maggio 2017

La verità? Abbiamo perso

E' la prima volta che scrivo quel ricordo di 25 anni fa, il botto, l'attentatuni, la prima volta da palermitano fuori sede più che da professionista che ha coperto l'evento. Ero a casa a Roma e chiama mio padre, triste, agitato e con voce tremulante, di chi a causa del terrore ha già perso un amico nella fine degli anni settanta, mi dice: - Lo hanno fatto saltare in aria, qui è guerra ormai. - Chi fosse saltato in aria non era difficile da capire. Come si dice a Palermo, 'mienza parola'. Metto giù la cornetta e subito il telefono suona ancora, e ancora e ancora, non riuscivo a trovare un posto in in aereo perché i voli che ancora potevano atterrare a Punta Raisi erano stati tutti comprati. Dentro di me riviveva la Palermo che avevo raccontato e fotografato, insieme ai miei compagni di lavoro, per il giornale 'L'Ora', la peggiore Palermo, la mia Palermo,  che avevo visto morire, a poco a poco, a colpi di kalashnikow e tritolo. La Palermo di tanti piccoli e grandi uomini, conosciuti e sconosciuti che da palermitani, da siciliani, non si erano fatti mettere i piedi sopra la faccia. Quella Palermo che non sopportavo più, perché volevo parlare di altro che non fosse parlare di mafia. E mentre ero su quel volo che mi portava  qualche ora dopo l'attentato, i volti di quelle vittime si presentavano nella mia memoria: erano giornalisti, poliziotti, giudici, preti, passanti ignari, imprenditori coraggiosi.........
Pensavo che tutti sapevamo che lo avrebbero ammazzato a Giovanni Falcone, isolato, accusato, allontanato, in tutti i modi avevano provato a renderlo inoffensivo. Ma lui era un Uomo e a prescindere dall'incarico che gli davano, riusciva ad essere molesto, ad essere pericoloso a dare fastidio, sempre. Io credo che tutti ci chiedevamo se lo stavano delegittimando lentamente o gli preparavano il plotone d'esecuzione. E' stato scelta la seconda opzione. Difficile delegittimarlo perché era uomo che conosceva bene le regole più di chiunque altro. Ma per quanto ne avessimo viste di cose a Palermo, spari e dinamite, nessuno avrebbe mai immaginato ad un cratere che ricordava più il Libano in guerra, un bombardamento, che una resa dei conti della mafia nei confronti del Giudice.
La macchina blindata in cui hanno trovato la morte il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Nello stesso attentato morirono gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicilio e Antonio Montinaro  e sopravvissero miracolosamente gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza

Pensai: - Abbiamo perso!- Nonostante la retorica cialtrona dei professionisti del 'day after', che insistono sul  fatto che il sacrificio di un uomo o di alcuni uomini, porta la gente a reagire sull'onda emotiva. E poi? In un Paese normale, questo non serve, in un Paese normale non servono eroi, servono regole. E il giudice con la moglie e la sua scorta è stato portato via per sempre, nonostante gli anniversari. E lui aveva idee, entusiasmo e coraggio, cose che tutte insieme sono mancate ai suoi successori. A Roma recentemente, per una faida probabilmente, tre bambine sono state arse vive nella loro roulotte. La famiglia aveva denunciato. Anche loro morte perché lasciate sole. Uno Stato è forte quando protegge, non quando rimpiange. Abbiamo perso. 

©Luciano del Castillo