giovedì 30 luglio 2009

BMW R100 r


Un'altra mitica bicilindrica la BMW R100 r, venduta a mio fratello ed ora di mio nipote.
© Luciano del Castillo

sabato 25 luglio 2009

APPUNTAMENTO A SAMARRA


Luciano/Fidel 1983 - © Enrico Ingenito

La prima volta che atterrai a Baghdad incontrai un cortese funzionario del Partito Bath che mi raccontò questa storia quando gli chiesi se avevano paura di un altra guerra.


Appuntamento a Samarra


Un giorno un mercante di Bagdad ordinò al servitore d’andare al mercato per fare delle compere. Poco dopo vide tornare il servitore tutto tremante e sconvolto. Chiestane la causa, si sentì rispondere: «Padrone, ero al mercato, quando mi sono trovato faccia a faccia con la morte che mi ha fatto un gesto di minaccia. Oh, padrone! Prestatemi il vostro cavallo che voglio fuggirmene a Samarra, dove la morte non mi potrà trovare!». Il mercante diede il cavallo al servitore che non attese tempo e partì con le briglie al vento.

Poco tempo dopo, il mercante si recò al mercato e, incontrata la morte, così l’apostrofò: «Come avete osato questa mattina fare un gesto di minaccia al mio servitore?». «Ma che gesto di minaccia!», rispose la morte. «Il mio era un gesto di sorpresa, perché non credevo di trovare il vostro servitore a Bagdad. Infatti ho con lui un appuntamento questa sera a Samarra!».

PARTENZA


Ed ecco un altro reperto storico: sono seduto sul cofano della mitica Fiat 600 sul piazzale antistante la casa di Caltanissetta. Erano gli anni 60 e l'asfalto non aveva invaso ancora le nostre corsie.
© Nonna Maria Barikievich

QUANDO C'ERANO I CAVALLI, NON SI ARRIVAVA MAI....

La trattoria Borzelliere a Valledolmo © unknown
Una volta, tornato in Sicilia, ho avuto voglia di ripercorre la strada che da Palermo porta a Caltanisetta quando non c'era l'autostrada.

Mia madre ci preparava al lungo viaggio, ci stipava nella fiat 600, e in quelle 6 7 ore di viaggio..........quanti aneddoti, quante storie, quanti personaggi e posti incrociati. Era un viaggio che non finiva mai, come la pazienza di mia madre che, oltre a pensare a guidare, doveva tenerci tutti tranquilli (eravamo tra i 5 e i 6 governante compresa che vomitava ogni 2 curve, poverina). Insomma erano gli anni 60 e mio padre stava sempre in giro a fare comizi......

Ma ritornando al mio viaggio remake trovo le strade statali, provinciali e comunali che attraversano i vari comuni tra Palermo e Caltanissetta, dissestate e trafficate poco
come allora(non c'erano molti veicoli in circolazione).
Ma il cuore mi è andato completamente in tilt quando, trovato la locanda dove ci rifocillavamo a metà viaggio che adesso si chiama trattoria Borzelliere a Valledolmo, ho vista appesa al muro una vecchia fotografia che era stata fatta all'epoca dei nostri viaggi e.............la vecchia 600 all'esterno del locale!!!
L'ho subito riprodotta e regalata a mia madre, nostro capitano, che ci ha sempre portati a casa sani e salvi nonostante le ingiurie dei camionisti che non erano abituati a vedere donne al volante, i cambi delle ruote che si bucavano frequentemente e l'acqua del radiatore che bolliva, bolliva (la fiat 600 aveva il motore nel vano posteriore come la 500)......
E da allora che amo viaggiare, anche se è stancante, lungo stressante. E mi piace viaggiare così, lento con il paesaggio che mi accarezza gli occhi, non che mi sfreccia estraneo.
Chi vede prima l'antenna?? domandava mia madre esausta a quasi fine viaggio per farci stare buoni. Non la vedevo mai in quel buio pesto la lucina rossa dell'antenna (un ripetitore radio) più alta (allora) d'Europa.
Ma la vedevo nella mia immaginazione perchè significava l'arrivo, la fine del viaggio, delle cantate delle risate, dei dispetti di mia sorella ed i miei alla governante (che non dovevamo MAI chiamare così, ma con il suo nome di battesimo: Maria) ed un pò mi dispiaceva anche se il soffice materasso era ad aspettarmi a casa.

giovedì 16 luglio 2009

BELLEZZA DURA

Pino, detto L'avvocato. La vita è una istallazione artistica. Cerda July 2005 © Luciano del Castillo

Non sono mai stato attratto dallla bellezza fredda, o meglio, mai a meno che non fosse accompagnata da un forte carattere. Non mi sono mai piaciute le donne e gli uomini da copertina, quei freddi manichini che si affacciano dalle copertine dei settimanali che, più inutili sono, più vendono copie. Non ne ho mai fatto mistero la bellezza perfetta mi è stata sempre indifferente.La bellezza bella è egoista vive di se stessa e dell'adorazione che gli altri le tributano per cui non va sprecata, non va usata. Non si può toccare chi è bello perchè si rischia di rovinarlo. Il non -esteticamente - bello invece tende a darsi di più è più allegro anche se non viene apprezzato subito per le sue doti interiori. Negli ultimi anni la dittatura dell'estetica dei belli è arrivata al paradosso: i belli vengono ulteriormente abbelliti con il Photoshop ed anche quelle piccole imperfezioni di cui sono portatori vengono eliminate con il risultato che quando li incontri dal vivo rimani deluso, sempre che li riconosci!

PASTA CON LE SARDE



Pasta con le sarde © Luciano del Castillo

PASTA CON LE SARDE

Difficile piatto non tanto per la sua esecuzione - peraltro complessa - ma per le innumerevoli varianti e tecniche adoperate da luogo a luogo. È una preparazione di origine palermitana.
Pulire e lessare un grosso mazzo di finocchietti selvatici, in acqua giu­ stamente salata, per 15 minuti a partire dal bollore; sgocciolarli (tenere l'acqua da parte), strizzarli, e tagliarli a sottili tocchetti di 1-2 cm. Tritare 1 cipolla e farla imbiondire in mezzo bicchiere d'olio; unire 4 acciughe salate (pulite e spinate) facendole disfare con la forchetta; quindi 400 gr. di sarde fresche (anche esse completamente spinate e pulite); quindi sale; pepe; 25 gr. di passolina; 25 gr. di pinoli; 20 gr. di graniglia di mandorle tostate: mescolare delicatamente e fare insaporire per 10 minuti. Aggiungere ora i finocchietti ed un pizzico di zafferano, e mescolare delicatamente; abbassare la fiamma, e far cuocere per altri 10 minuti. A parte friggere 8 sarde fresche, aperte a libro, senza farina. In un padellino fare imbiondire 6 cucchiai di pan grattato. Infine far lessare 600 gr. di pasta, tipo « perciatini », o « cannolicchi », o « bucatelli », nell'acqua di cottura dei finocchietti, e ritirarla al dente. Ora condire la pasta con la salsa di sarde e finocchietti, sistemarla in una pirofila unta, spolverare sulla superfice il pan grattato, e coprire con le otto sarde fritte. Passare in forno caldissimo per 8-10 minuti. Versioni. Anche la ricetta palermitana subisce delle variazioni, una delle quali non prevede l'aggiunta di pangrattato; un'altra ancora che non vuole il passaggio nel forno, ma che la pasta sia servita subito dopo essere stata condita; un'altra - infine - che prevede la sistemazione a strati del condimento sulla pasta, anziché un generale rimescolamento, prima di infornare. Una variante del tutto « abusiva » è l'inquinamento che alcuni fanno nell'unire una tazza di salsa di pomodoro.

ricetta: http://www.bottegasiciliana.it/pastaconlesarde.htm

venerdì 3 luglio 2009

RI/NASCERE

Redazione. © Luciano del Castillo

.......E nessuno ignora che nelle redazioni dei giornali, negli studi di radio e televisione, ci sono giornalisti sensibili e di grande talento, persone che godono della stima dei loro contemporanei, che considerano il nostro pianeta un luogo appassionante, che vale la pena conoscere, capire e salvare. Per la maggior parte del tempo questi giornalisti lavorano dando mostra di abnegazione e di dedizione, con entusiasmo e spirito di sacrificio, rinunciando alle comodità, al benessere, fino ad arrivare ad ignorare la loro propria sicurezza personale. Con l'unico fine di rendere testimonianza del mondo che li circonda. E della moltitudine di pericoli e di speranze che gli appartiene.

Ryszard Kapuscinski

PACCHETTO SICUREZZA


Welcome! Benvenuti! Una gallery su: http://www.delcastillo.it/africahotel/index.html
© Luciano del Castillo