venerdì 27 marzo 2015

Palermo: presentato alla Feltrinelli il libro di Luciano del Castillo "Dalla luna al vento"






























Il servizio fotografico è di ©Mike Palazzotto

lunedì 16 marzo 2015

Guerra: profughi siriani al confine



Giovedì 19 marzo, presso Spazio5, in via Crescenzio 99/d a Roma,  alle ore 19.00 sarà inaugurata la mostra fotografica  “Nell’attesa del ritorno. Profughi siriani al confine”. Fotografie di Ilaria Romano e Romina Vinci dai campi profughi in Turchia.
Le foto della mostra sono state scattate a novembre 2014, durante una  visita delle due giovani giornaliste freelance che trattano spesso di temi di rilevanza internazionale, ai campi profughi e alla scuola di cui si occupa Amal for Education a Kilis in Turchia, al confine con la Siria.
Le immagini esposte rappresentano la vita quotidiana dei profughi siriani in Turchia e il loro tentativo di inserirsi in un contesto che è provvisorio, ma la cui provvisorietà può durare mesi o anni. L’attesa del ritorno vuole rappresentare il senso di precarietà delle famiglie che  rimangono in questa cittadina di confine proprio nella speranza che, da un giorno all’altro, la situazione cambi, torni la sicurezza e sia possibile rientrare nel loro paese e nelle loro case. Uno spaccato di vita ordinaria comune a oltre un milione e seicentomila profughi siriani che vivono in Turchia per sfuggire alla guerra che da troppo tempo imperversa nello stato mediorientale e per la quale non si vede la fine.
La presentazione a cura di Amal for Education, associazione che si occupa di sostegno soprattutto educativo ai profughi siriani di Kilis, permetterà di illustrare la situazione dei profughi in fuga da una guerra lunga quattro anni e di presentare i progetti di sostegno all’educazione di Amal, che vedono il Patrocinio del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale.  Il progetto principale di cui si parlerà è Bait Al Amal “la casa della speranza", un centro educativo per profughi adulti e bambini che sarà aperto il mese prossimo e coinvolgerà proprio le famiglie ritratte nelle foto.
Durante la serata sarà possibile acquistare prodotti dalla Siria e Turchia e manufatti delle donne siriane profughe, il cui ricavato sarà devoluto alla realizzazione dei progetti di Amal for Education.

Ingresso libero.

Letizia: una Battaglia lunga 80 anni


http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2015/03/16/gli-80-anni-di-letizia-battaglia-fotografa-di-lotta_bf2eefb3-5831-455b-836b-2ffbd5264045.html

venerdì 13 marzo 2015

Libri:la Calabria in bianco e nero di Francesco Arena



Il libro di Francesco Arena, "la Calabria in bianco e nero", non fa sconti a nessuno. Descrive una regione indubbiamente bella, ma che ha difficoltà ad uscire dagli stereotipi, a creare un'economia di mercato indipendente dallo strapotere delle cosche,  Francesco percorre chilometri e chilometri nel suo territorio e cerca di raccontarlo senza vantarsene e senza rinunciare all'orgoglio che lo lega alla sua regione.
Ci sono foto che si assomigliano tristemente tra gli autori che lavorano nel sud Italia. La Calabria, come la Sicilia e la Campania, offre spesso un'immagine schizofrenica di se stessa: La bellezza dei luoghi si perde nell'orrore quotidiano della vendetta e della prevaricazione.
Quando pensiamo alla Calabria il primo pensiero è il mare. Ndrangheta e rapimenti. Ma anche montagna, neve, lupi. E qui che Francesco si rifugia quando l'aria della città si fa irrespirabile.

lunedì 9 marzo 2015

Luciano Rapotez, l'Italia che non cambia mai

All’età di 95 anni, senza aver ottenuto giustizia, è morto all’ospedale di Udine il partigiano Luciano Rapotez. Pochi probabilmente lo ricordano, perchè in Italia la memoria non conta. La sua storia rispecchia in pieno questo Paese che crede di essere la culla della civiltà ed invece, spesso, è quello della barbarie. Partigiano venne arrestato nel dopoguerra per una rapina finita nel sangue. Venne torturato e seviziato per 5 giorni di seguito (altro che Gestapo) da poliziotti italiani che lo fecero confessare, ma al processo le accuse contro di lui si sbriciolarono. Fu assolto con formula piena in primo, secondo grado e in Cassazione. Nonostante ciò Luciano non è mai stato risarcito per quella detenzione ingiusta, per le torture, per il carcere che gli fece perdere il lavoro e la famiglia e soprattutto gli aveva spezzato l'anima. Si lui non si è mai arreso, è andato a vivere in Germania prima si è rifatto una vita in Italia dopo, ma lo Stato non si è mai scusato per quello che gli ha fatto. Nessun presidente della Repubblica si è mai preso la briga di rispondere alle sue innumerevoli lettere.
E' morto Luciano, è morto all'Ospedale civile di Udine, e riuscire a vivere fino a 94 anni è  stata la sua risposta alla vita che volevano spezzare, che volevano togliergli.
L'Italia è un Paese così, capace di grandi slanci, con un popolo generoso ma spesso sordo, abituato alla corruttela a fare parte di combriccole grazie alle quali possono fare lavorare i figli.
Non sa chiedere scusa lo Stato Italiano, come la Giustizia nella poesia di Edgar Lee Master, cieca colpisce senza sapere dove arrivano i colpi.
Ti chiedo scusa Luciano, a nome di tutti quelli che non ti hanno sostenuto in vita.
Luciano del Castillo

martedì 3 marzo 2015

ROME AGAIN



Venerdì 6 marzo 2015 alle 17.30,  Maurizio Riccardi
è lieto di invitare alla presentazione del libro fotografico
"Dalla luna al vento. Donne nelle fotografie di Luciano del Castillo" (Tempesta Editore)
a Spazio 5 – Via Crescenzio 99/d, Roma
www.spazio5.com – info@spazio5.com Tel: 06.6876251