venerdì 7 marzo 2014

La cattiveria della rete

Sempre più spesso leggo sui giornali della reazione selvaggia della "rete". Cosa è questa "rete"? Un insieme di esseri umani, connessi ad un circuito comune, che attraverso i vari forum, la possibilità che le testate danno di potere commentare, esprimono le prorie opinioni.
Tolti coloro che non hanno niente da dire, non  hanno pensieri, non hanno dialettica e si esprimono attraverso il turpiloquio, come uomini (e donne) delle caverne, non sempre sono attacchi o lamentele prive di fondamento.
Abbiamo visto e letto sui giornali vicende in cui noti personaggi sono stati coinvolti in veri e propri assalti "col commento" ingiuriati, aggrediti, maltrattati, in una gogna pubblica degna delle piazze di Teheran dove si impiccano pubblicamente i rei.
In ordine di tempo per ultimo è toccato a Fiorello, lo showman siciliano più amato dagli italiani.
Il fattore scatenante di queste aggressioni è stato l'incidente di cui è stato protagonista a Roma. Come una qualsiasi persona, forse per distrazione o forse per un altro motivo, ha investito involontariamente, sottolineo involontariamente, un pedone ed è finito in ospedale.
Certo a vedere le foto e il clamore mediatico, non ha avuto il trattamento di un normale cittadino che, quando è vittima di un incidente, attende molto tempo, se non ci sono feriti gravi o morti, l'arrivo delle forze dell'ordine. Per Fiorello olre la municipale si sono scomodati, carabinieri e quant'altro. E questo ha irritato le persone che hanno letto il resoconto dell'incidente del famoso showman.
Da qui  si è scatenato il giustizialismo gratuito che ormai ci capita di leggere sempre più spesso tra i commenti delle persone, che si fa un baffo dello stato di diritto, che non garantisce e chiede non  altro che "immediate condanne" su tutto, pene esemplari, prima dei processi.
La colpa è anche dei media che fomentano questa tipologia di persone, perchè in buona sostanza, creano share, movimento sui siti, sui giorrnali etc. Il fatto che ne stiamo parlando e quindi diffondendo queste brutture è la dimostrazione che il disagio sociale provocato è alto.
In realtà sono persone che scrivono, scrivono, scrivono, ma non leggono quasi mai. Provate a vedere tra i commenti  scritti sulle varie testate web: sono tutti commenti e difficilmente risposte o dibattiti tra lettori  a meno che non si devono riempire di insulti. Una volta i media avevano anche compiti educativi, adesso si accontentano di avere qualcuno che li segue a prescindere dalla qualità della comunicazione.
Queste persone che vivono di frettolosa giustizia, che condannano sempre tutti a prescindere, non si rendono conto di fomentare un odio che gli si ritorce contro. Perchè l'altro, per l'altro, sono loro.


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