Giornate nere per la Giustizia

Il cadavere di Santiago #Maldonado, il giovane artigiano sparito lo scorso 1° agosto, durante la repressione di una protesta indigena da parte della Gendarmeria, è stato ritrovato oggi dalla Prefettura Navale argentina nel fiume Chubut, all'interno del territorio degli indigeni Mapuche in Patagonia. Già dai primi momenti della scomparsa erano in pochi a credere che sarebbe stato ritrovato. Le modalità ed il motivo della scomparsa  ricordavano molto quelle del nostro connazionale Giulio #Regeni. Secondo alcuni testimoni, Maldonado sarebbe stato prelevato dai gendarmi durante i tafferugli e poi sparito nel nulla. Santiago Maldonado, ventottenne di Buenos Aires, si trovava lì a sostenere la lotta del popolo Mapuche. Alcuni testimoni raccontano di averlo visto per l’ultima volta nelle mani della Gendarmeria, ma la stessa arma e il governo smentiscono. Insieme al popolo #Mapuche e agli attivisti in difesa dei diritti degli indio, aveva intrapreso una protesta contro il gruppo Benetton, proprietario di  900mila ettari di terra. Ma quelle terre non appartenevano allo stato argentino e neanche alla Argentine Southern Land Company Limited, l’impresa inglese che ne deteneva la proprietà legale già dai primi del ‘900. Quelle terre appartengono al popolo Mapuche, gli indigeni araucani che vivono in Patagonia da tempi immemorabili, ben prima dell’arrivo dei colonizzatori spagnoli. E, com’è noto, la terra è di chi l’abita. Nessuna legge potrà mai contraddire questo principio universale. In questa dura battaglia contro la proprietà non ci sono mai state chiare prese di posizione dell’Argentina di #Macrì e neanche da parte della #Benetton che si è ben guardata di rilasciare dichiarazioni. Forse Oliviero #Toscani che ha fatto della comunicazione aziendale una comunicazione sociale potrebbe forse preparare uno dei suoi spot a favore degli indigeni, e magari metterci la faccia di uno che non ci ha messo solo la faccia, ma anche la vita.


Santiago's body #Maldonado, the young artisan who disappeared last August 1, during the repression of an indigenous protest by the Gendarmerie, was found today by the Naval Prefecture of Argentina in the Chubut River, within Mapuche's indigenous territory Patagonia. Already from the very first moments of the disappearance, there were few to believe that it would be found again. The way and the reason for the disappearance reminded very much of our fellow countryman Giulio #Regeni. According to some witnesses, Maldonado would be taken from the gendarmes during the raids and then disappeared into nothingness. Santiago Maldonado, twenty-two in Buenos Aires, was there to support the Mapuche people's struggle. Some witnesses say they saw him last in the hands of the Gendarmerie, but the same weapon and the government deny it. Together with the #Mapuche people and the Indians rights activists, he began a protest against the Benetton group, owner of 900,000 hectares of land. But those lands did not belong to the Argentine state, nor to Argentine Southern Land Company Limited, the English company that owned it since the early 1900s. Those lands belong to the Mapuche people, the Patriarchs living in Patagonia from time immemorial, well before the arrival of Spanish colonizers.
And, as is well known, the earth is the one who lives there. No law can ever contradict this universal principle. In this tough battle against property, there has never been any clear Macro position in Argentina, nor even by #Benetton who has been well-pleaded to make statements. Perhaps Oliviero #Toscani who has done business communication with social communication could perhaps prepare one of his spots for the indigenous people, and perhaps make the face of one who has not only put his face on us, but also our lives.


Già l’altro ieri una
brutta notizia aveva funestato la giornata: la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, che aveva messo in imbarazzo il governo Muscat con scoop sui legami con il regime azero e accuse di corruzione,  pioniera del giornalismo investigativo, è stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto. Brutto momento per coloro che combattono per i diritti civili e contro la corruzione. Si ritorna ad uccidere, come in Messico, per liberarsi sbrigativamente e definitivamente degli avversari. E queste notizie, nel fiume di inutili informazione fornita in finte testate web, vomitate dalla rete quotidianamente, passano quasi inosservate, a favore di quelle altre futili, finte, create su commissione per distrarre la nostra coscienza.
The day before yesterday, a bad news had come to an end: Maltese journalist Daphne Caruana Galicia, who had embarrassed the Muscat government with scoops on the Azerbaijani regime and allegations of corruption, pioneer of investigative journalism, was killed by a bomb placed on his car. Bad weather for those who fight for civil rights and against corruption. He returns to killing, as in Mexico, to get rid of his opponents sharply and definitively. And these news, in the river of unnecessary news provided in fake web pages, vomiting from the net every day, go almost unnoticed, in favor of those other futile, fake, commissioned to distract our conscience.
Luciano del Castillo

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