mercoledì 9 dicembre 2015

Scombussolati alLisbona

“Scombussolati alLisbona. Riflessioni controvento” di Francesco Anzalone, Fabio Marino e Antonio Riolo, mandato in questi giorni in libreria dalla casa editrice La Zisa, sarà presentato giovedì 17 dicembre, alle ore 17 e30, presso le ex Scuderie Palazzo Cefala', vicolo Sciara, angolo via Alloro, a Palermo. Oltre agli autori - Francesco Anzalone, Fabio Marino e Antonio Riolo - saranno presenti l'editore Davide Romano e la fotografa Daniela Aronica che hanno condiviso sciaguratamente lo spirito del manuale sullo scombussolamento. 

In libreria il saggio di Francesco Anzalone, Fabio Marino, Antonio Riolo, “Scombussolati alLisbona.Riflessioni controvento” Edizioni La Zisa, pp. 80, euro 10,00

Cosa si intende per miglioramento della condizione umana? Qual è la speranza di ognuno di noi? Le innovazioni dove ci stanno portando? Quali strumenti abbiamo per poter ridare voce a quella dignità di comunità, a quei grandi ideali di vita e della politica? E soprattutto: dove stiamo andando? Sono queste le domande che un “comunista ormonale”, un “comunista inconsapevole” e un “cattocomunista di prima generazione”, riunitisi a Lisbona su una delle meravigliose terrazze dell’Alfama, si pongono. Sono profondamente delusi da una democrazia che non è più democrazia, da una classe dirigente, italiana e internazionale, ormai incapace di gestire i cambiamenti degli ultimi decenni. In un mondo in cui le ragioni economiche hanno preso il sopravvento su quelle umane, questi tre “scombussolati” si chiedono quale possa essere il modo attraverso cui affrancarsi dalla “narcosi collettiva odierna”, da un sistema ormai marcio, divenuto insostenibile. E, con tono ironico e provocatorio, auspicano la “costruzione di un nuovo umanesimo” che sia il punto di partenza per un modello alternativo all’attuale capitalismo.
È una “politica della felicità” quella che viene propugnata, in questo dialogo a tre voci che diventa un “tascabile manifesto dello scombussolamento”. Perché siamo tutti, in fondo, un
po’ “scombussolati”.

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