venerdì 21 febbraio 2014

Grillo, glillini, persone

Mentre la politica e l'informazione affossano sempre di più questo Paese già in stato comatoso, io continuo a raccogliere le storie delle persone che si raccontano tra loro o si sfogano con altri passeggeri, sui mezzi pubblici.
Questo è un Paese che non si trova nelle parole di chi governa anzi diciamo che proprio non ne ha la più pallida idea.
Adesso, contrariamente al passato, i mandati cominciano a piedi per continuare poi, volenti o nolenti, scortati. Ma di cosa hanno paura questi politici? Di essere picchiati? Di essere insultati? No hanno più semplicemente paura di guardare la realtà che li circonda, quella realtà che hanno contribuito a creare che è molto più duro che ricevere spintoni calci o qualche cazzotto (ma la gente è molto meno aggrassiva di quello che si pensa).
Seduto accanto a me un barista di 49 anni ha incontrato una ragazzza che faceva la commessa in un negozio vicino al bar dove aveva lavorato e non si vedevano da tanto tempo.
Dopo le feste iniziali hanno cominciato a raccontarsi le loro storie professionali reciproche, i contatti, i contratti, i proprietari dei posti dove avevano prestato servizio ed in ultimo il barista che diceva di essere stato messo in regola grazie all'ispezione avvenuta nel locale dove lavora.
Quello che si ascolta tra la gente, prendendo le dovute precauzioni su esagerazioni e quant'altro, dovrebbe essere una mappa per tutti quelli che si occupano del Paese per migliorarlo.
La ragazza addirittura ad un certo punto ha anche difeso unop dei suoi datori di lavoro che a causa di tasse e di anticipi e banche che non aspettavano l'ha dovuta licenziare. Quindi non parliamo di persone che pretendono senza dare parliamo di persone che capiscono la gravità , ma vorrebbero che qualcuno li facesse uscire dal tunnel del precariato, dello sfruttamento, del non poter pianificare la propria vita.
Ma i politici questi discorsi non li ascolteranno mai. Grazie ai bonus e ai rimborsi spese tutt'al più vanno in taxi.

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