martedì 19 luglio 2011

GENOA TEN YEARS AFTER GENOVA G8 DIECI ANNI DOPO

Demonstrators clash with police anti riot team in Genoa, July 21, 2001.



Un ricordo speciale va a Massimo Tramonte, mio compagno di viaggio nella follia di Genova, scomparso prematuramente in un incidente stradale. Non dimenticherò mai quel viaggio Roma Genova con la sua automobile appena comprata grazie a tutti i soldi arretrati pagati in una sola volta.

Ricordo la sua stanchezza che mi chiese di condurre l'auto, le sue risate amare alle mie battute sulla nostra vita da zingari, la sua disperazione sull'Appennino,quando un improvviso temporale vomitò pallottole di grandine sulla carrozzeria ancora intatta, rovinandola.

Arrivammo nella notte esausti, io un poco piu' di lui perchè avevo guidato la macchina dal GRA a Genova, ma pieno di energia e volevo andare subito agli accampamenti no global. Lui era molto stanco e lo lasciai insieme a Massimo Percossi (attuale fotoreporter dell'ANSA) che lo aspettava li.


Nei giorni seguenti ci perdemmo fino a che, tra le barricate, incontrai due giovani fotoreporter distrutti, con le mucose infuocate, gli occhi chiusi e problemi di respirazione. Nella mia sacca di vecchio reporter avevo tutto l'occorrente per le medicazioni urgenti. Gli passai acqua con soluzione fisiologica e collirio anti lacrimogeni, limoni e quant'altro e nel frattempo continuavo a fotografare.

Qualche settimana dopo, andando a ritirare delle stampe al laboratorio, davanti a me c'era un ragazzo che guardava le foto appena ritirate. Vedendo che si trattava di foto di Genova gli chiesi di guardarle e lui , assicuratosi che non ero un poliziotto, me le fece vedere. Tra le foto una in particolar modo mi colpi'perchè il ragazzo voleva fotografare il suo amico incappucciato, ma la fotocamera sfoco' l'immagine sullo sfondo.

Mi riconobbi sopra una barricata con Massimo Percossi al mio fianco e Massimo Tramonte in basso che si medicava. Il ragazzo mi regalo' la foto e il caso volle che tutti e tre restassimo legati da quello scatto per un errore di inquadratura, per sempre. Che paradosso per tre fotoreporter.

1 commento:

fatima ha detto...

...solo in viaggio un reporter si sente se stesso, in casa sua. Più leggevo Erodoto, più scoprivo in lui un'anima gemella. Che cosa lo aveva indotto a muoversi, a agire, a intraprendere lunghi viaggi e spedizioni rischiose? probabilmente la curiosità del mondo, il desiderio di esserci, di vedere e sperimentare tutto di persona...
Kapuscinschi
baci fatima