mercoledì 5 maggio 2010

LA FOLLIA DI TOTTI / TUTTI


La follia di Totti, "der Pupone", riflette perfettamente la follia di questa città, senza più regole, senza scrupoli. Una ragazza in gita scolastica aggredita per aver "spinto" casualmente il suo aggressore, un'altro picchiato sull'autobus stracolmo, inseguimenti in macchina per un torto subito.....

E poi le scuse sul blog, se può essere, ancora più brutte del gesto stesso: "sul campo non si riescono sempre a ignorare offese così pesanti, dirette a infangare una città e un intero popolo".

Una scusa paracula, studiata a tavolino per paura di perdere popolarità e sponsor. La si butta sull'"orgoglio nazionale" per farsi perdonare la schizofrenia della competizione, della pressione.

Anche a me, domenica, è successo di essere vittima di quella irrefrenabile voglia di gesti irresponsabili covata verso terzi per sfogare le proprie frustrazioni e non durante una partita di calcio.

Rientravamo dalla Toscana quando, vicino alla meta, la ruota anteriore destra è scoppiata, ho perso il controllo della macchina e, a causa anche dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, la vettura ha preso velocità, ha sbandato ed ha finito la sua corsa contro un'auto parcheggiata.

Il botto è stato forte ma ne io ne il passeggero per fortuna ci siamo fatti niente. Sotto shock ma illesi, nessuno si era fatto male. Solo macchine ammaccate. Usciamo dall'abitacolo e, fuori , non c'era nessuno. Mi sentivo intontito ero spaventato, bianco in volto con la gola secca. La mia macchina era rimpicciolita, non si muoveva più, il silenzio regnava, ci abbracciamo, siamo vivi, terrorizzati, ma vivi. E' stato il primo incidente della mia vita.

Le prime persone che sono arrivate anziché soccorrerci, hanno cominciato ad insultarci, a gridare. Avevano bisogno di sfogarsi, di sentenziare. Non avevano visto niente, solo sentito un grande botto, si erano spaventati ed erano usciti dalle loro case. Una volta, a chi aveva subito un incidente si chiedeva "Come stai?" "Vuoi un bicchiere d'acqua?", "Serve qualcosa?". Invece la rabbia privata, covata in precedenza, ha preso il sopravvento, la ricerca di un colpevole da sacrificare, uno qualsiasi, colpevole di una qualsiasi cosa, poco importa se anch'esso vittima di una fatalità. Una situazione tra "Il giorno della Locusta" di John Schlesinger ed " Hi Mom" di Brian De Palma.

La paura provocata dall'incidente era già un ricordo, mentre la reazione della gente mi ha lasciato un'amarezza profonda che mi ha confermato il brutto momento culturale, sociale, ideale, che sta passando questo paese sempre più incattivito, sempre più alla ricerca non di giustizia, ma solo di colpevoli. Più ricco economicamente, ma sempre più povero di umanità, meno disposto alla solidarietà per difendere il piccolo spazio individuale.

Alle mie rimostranze si sono calmati. Poi, come Totti, hanno tirato fuori delle scuse per mitigare il loro comportamento: - "Sa dottore, qui i motorini sfrecciano veloci tutta la notte.........."
E va beh..............

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