domenica 31 gennaio 2010

L'INDUSTRIA DELLE TRAGEDIE


Notizie mai verificate pubblicate come esclusive, accuse mai verificate già passate in giudicato, alzare l'allarme per vendere più copie. Cosa stanno facendo i media che seguono grandi tragedie come il terremoto di Haiti? Sono macchine di propaganda? Come si impegnano nella ricerca delle informazioni? Fino a che punto è giusto avere come fonti social network? Perché quando si abbassa l'attenzione su un argomento che ha "tirato", attratto l'opinione pubblica, appaiono subito delle "notizie fresche" che riaprono casi, riaccendono le polemiche e aumentano le titature? Perchè i media non riescono più a raccontare, ad essere "parte terza", indipendente, pacata. Osservatori esterni non coinvolti.
Probabilmente perché ormai il giornalismo vero, di strada, di conoscenza, di fonti proprie, è morto. E' morto perché non si investe più sulle notizie, perché i cronisti indipendenti sono pericolosi e non sono soggetti alla politica, perché da un desk con telefono e internet si arriva più comodamente ovunque, perchè meglio i mattinali delle forze di polizia, meglio avere più amici nei posti giusti che poi non ti fanno prendere il "buco".
Il giornalismo è morto perché non sa più cosa raccontare, come spingere suòll'acceleratore dell'orrore. Perchè non ha più bisogno di notizie, ma di tesi, di nemici da sputtanare. Il giornalismo non parla, per sopravvivere ha bisogno di gridare Ed allora ecco l'orrore che si somma all'orrore. Non bastano più centottantamila morti per tenere una prima pagina ed allora comincino gli allarmi pilotati per portare l'argomento in quota: ricostruzione e ladri di bambini, ricostruzione e saccheggi. Parte la gara delle ONG per accaparrarsi la propria fetta di profitto sulla tragedia. partono le campagne mediatiche per la raccolta dei fondi. ci si buttano dentro tutti.

Un uomo salvo dopo 10 giorni sotto le macerie grazie alla Coca Cola!!! Vi rendete conto della menzogna??? Sembra quasi che questa bevenda abbia poteri magici! Come nelle capmpagne anni 70! Nessun giornalista si è posto minimamente il problema che la sopravvivenza di quell'uomo si debba all'assunzione di una qualsiasi bevanda dolcificata? No la Coca Cola gli ha salvato la vita!!! Se fosse stata una bevanda locale l'uomo sarebbe sicuramente morto!!

Andare avanti seguendo questo strazio uccidere sopravvissuti saccheggiatori per salvare sopravvissuti sotto le macerie. Chi sono gli sciacalli?

Si arriva addirittura ad attaccare Guido Bertolaso che ha detto, unico, delle cose sensate. Ha detto che non c'è coordinamento, che non si possono mandare i militari a gestire le tragedie, che le ONG devono parlare tra loro per avere una strategia in comune e non fare le guerre per accaparrarsi gli aiuti che arrivano dai governi o dalle raccolte private.
E chi attacca Bertolaso?? La sinistra,quello che resta di un fronte che una volta era progressista e lo attacca con argomentazioni da era ante muro: il Capo della Protezione Civile contro gli USA.
Insomma tra tanta desolazione non si riesce a trovare una notizia buona, ma non buona nel senso da contrapporre alle notizie brutte, buona nel senso giornalistico del termine.

Il pensiero corre veloce a tutte quelle persone, a quei volontari, che affrontano in questo momento gravi disagi solo per dare una mano, solo per strapare un sorriso. Questa è una notizia buona, sicura, verificata.
©Luciano del Castillo

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